Entrambi i flussi possono essere validi. La differenza non è soltanto nello strumento di acquisizione, ma nella qualità del dato, nei controlli prima dell’invio e nella comunicazione tra studio e laboratorio.
Il valore di una scansione completa
Il flusso digitale consente allo studio di controllare a schermo le arcate prima dell’invio e di condividere i file senza spedire il modello fisico. Per il laboratorio, un’acquisizione completa e leggibile riduce la necessità di richiedere integrazioni.
Tecnologia e velocità non compensano però zone mancanti, artefatti o registrazioni occlusali incoerenti. Il controllo del file prima dell’invio resta essenziale.
Quando arriva un’impronta tradizionale
Nel flusso tradizionale diventano centrali stabilità del materiale, estensione registrata, disinfezione, confezionamento e tempi di trasporto. Il laboratorio verifica l’idoneità tecnica prima di procedere.
- Arcate complete nelle aree necessarie
- Assenza di distorsioni evidenti
- Registrazione occlusale coerente
- Prescrizione associata al caso corretto
Una checklist condivisa evita ritardi
La modalità scelta deve essere accompagnata da una checklist concordata: formato dei file, nomenclatura pseudonimizzata, fotografie richieste, prescrizione e canale protetto. Separare identificativi e dati clinici riduce inoltre errori e comunicazioni improprie.
Non esiste un flusso valido per ogni studio
Lo scanner disponibile, l’esperienza del team, il tipo di lavorazione e l’organizzazione interna possono orientare la scelta. Il primo caso è il momento utile per definire requisiti, verifiche e responsabilità con il laboratorio.
