Terminare la fase attiva significa aver raggiunto gli obiettivi stabiliti dal dentista. Mantenere nel tempo la posizione ottenuta richiede però una fase successiva: la contenzione.
Perché i denti possono muoversi ancora
Denti e tessuti che li sostengono continuano a rispondere alle forze e ai cambiamenti nel tempo. Per questo il professionista valuta un programma di contenzione dopo l’apparecchio fisso o gli allineatori.
Il rischio di spostamento non è identico per tutti: dipende dalla situazione iniziale, dai movimenti eseguiti, dall’occlusione e da altri fattori individuali.
Contenzione rimovibile o fissa
Una contenzione può essere rimovibile, con un dispositivo da indossare secondo le indicazioni ricevute, oppure fissa, con un filo applicato sul lato interno dei denti. In alcuni casi le due soluzioni possono essere associate.
- La tipologia viene scelta dal dentista
- Tempi e modalità d’uso sono personalizzati
- Pulizia e conservazione influenzano la durata
- Una contenzione danneggiata deve essere controllata
I controlli restano necessari
La contenzione non va considerata un accessorio da gestire senza supervisione. I controlli permettono di verificare adattamento, integrità, igiene e stabilità del risultato.
Se il dispositivo non si inserisce come prima, si rompe o provoca fastidio persistente, è opportuno contattare lo studio senza forzarlo.
Il ruolo del laboratorio
Il laboratorio realizza il dispositivo sulle indicazioni e sui dati forniti dallo studio. La scelta della contenzione, la consegna, le istruzioni e il monitoraggio clinico restano di competenza del dentista.
